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Combattimento di Tancredi e Clorinda

Liliana Duca

NEL SILENZIO DELLA NOTTE

Attorno lo spettacolo ,Combattimento di Tancredi e Clorinda di Attilio Caffarena alla ,Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi" di Milano/Primavera 1995

Ho assistito ad una prova di ,Cornbattimento di Tancredi e Clorinda spostandomi, assieme ai tecnici e al cameramen che effettuava le riprese video, attraverso i cinque spazi nei quali si articola lo spettacolo. Il mio disagio inizi˛ giÓ nel primo spazio: la camera nera. Tutto sembrava dirmi qualcosa come ,tu non ci sei". Tanto gli oggetti quanto le figure umane erano lÝ, e al tempo stesso non c'erano. Il silenzio che li avvolgeva era gelido. Sentivo di essere stata derubata della mia corporeitÓ, forse anche perchÚ sapevo di dovermi spostare secondo un percorso obbligato e pilotato. Il secondo spazio, con la sua particolare conformazione - un corridoio-freezer-blu - fu quello in cui mi sentii maggiormente racchiusa in questa situazione. Ad un certo punto mi sembra di aver desiderato che ci fossero almeno dei profumi. Un leggero, impercettibile alito di vita; poi (rifletto ancora) il freddo annulla gli odori.

Ci˛ che mi era dato di vedere avveniva su un pianeta lontano. Quelle piccole realtÓ di ghiaccio frantumate, di riflesso, mi frantumavano. Tutto era sospeso in uno spazio mentale.

Nella notte, ripensando allo spettacolo, capii con chiarezza che il tutto si svolgeva indubbiamente in uno spazio mentale, e questo spazio era sospeso da un filo, da un'infima frazione di sostanza vitale che lo separava dalla follia. SÝ, solo a posteriori, nella proiezione mentale, capii queste sensazioni. Nonostante i suoni o la musica, quel mondo era comunque avvolto in un silenzio dove non era possibile urlare. Il mio disappunto. la mia insofferenza probabilmente volevano dire: "ma io sono viva, che diarnine!" e scrollarmi di dosso quella brina. Eppure avevo certamente partecipato all'evento con i miei occhi, sentito con i miei organi di senso' Ma durante la notte le immagini si ricomposero nel ,mio spazio mentale"; e cosÝ, da spazio mentale a spazio mentale, si potŔ stabilire la saldatura. Nella scatola nera della mia testa potevo apprezzare intensamente le accurate immagini, il senso estetico delle singole parti e dell'insieme. Nell'assenza dei miei sentimenti potevo finalmente godere dell'orrore di queste terre surreali che, come quadri di Magritte, erano avvolte nel silenzio.

Poi tornai una seconda volta, per assistere alla prima dello spettacolo. Allora le immagini di questo mondo scarno ed astruso si confermarono diversamente, come i vetri di un caleidoscopio che funzionava in base, forse pi˙ che ai movimenti, agli umori di noi spettatori. Tutto taceva come prima, ma ora, sotto il ghiaccio, questi fossili mi rivelavano una realtÓ ancora pi˙ sommersa. Le geometrie non erano pi˙ fini a se stesse. Questi esseri mi parlavano della sofferenza, si ritagliavano nelle luci colorate con l'angoscia delle loro passioni. Ora vedevo i corpi dilaniati, ascoltavo pi˙ chiaramente i loro gemiti. In un tempo infinito, qualcosa stava veramente accadendo tra di loro. Piangevano senza lacrime, copulavano senza fremiti, erano testimoni senza occhi. Nell'atmosfera viola e verde del quarto spazio, pervasa dai versi di T. S. Eliot (... All'ora violetta ... ) fantasmi di oggetti e dattilografe che muoiono asfissiate nella noia, tra le illusioni e l'isolamento.

Su quel lontano pianeta io, archeologa, potevo ricostruire attraverso i resti una vita che c'era stata. A partire dai petali pietrificati ci si poteva commuovere immaginando il rito funerario e il vero dolore che quei corpi avevano patito. Ora giacevano o si aggiravano lý, frutto della disperazione, brandelli di una storia che non era ormai possibile sondare.


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dell'oscuritÓ del fuoco
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----  scritti sul lavoro, immagini e suono
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il luogo dell'azione
----  laboratori : Kinkaleri - Roberto Castello
----  Un laboratorio condotto da Attilio Caffarena
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tempesta 2001
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----  rovine della memoria
----  oggetto
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combattimento di
Tancredi e Clorinda

----  scritti sul lavoro
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descrizione di una figura
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testi
----  informazioni        contraddittorie / un        massacro
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ATTILIO CAFFARENA - atcaffa@gmail.com


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